Questo è un blog" libero", in cui vengono trattati anche argomenti attinenti la Vecchia Religione, la Wicca, il Paganesimo e l'esoterismo. Chiunque si sentisse offeso o non concordasse con tutto ciò che è qui espresso è pregato di comportarsi con educazione, rispetto e tolleranza; oppure linkate altrove! In caso contrario siate i benvenuti... Vi regalo frammenti del mio cammino!!

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"...ma il mio posto non è in nessun luogo;
io sono di troppo."


Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade,
terrestre e marina e celeste, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti,
figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi,
notturna protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura,
domatrice di tori, signora che custodisce le chiavi del cosmo,
frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani,
della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti,
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venerdì 24 febbraio 2012

Recensione: "Il Paese delle prugne verdi" di Herta Müller




TITOLO: Il paese delle prugne verdi
AUTRICE: Herta Muller
TITOLO ORIGINALE: Hertzier
LINGUA ORIGINALE: Tedesco
TRADUZIONE: Alessandra Henke
EDITORE: Keller Editore
COLLANA: Vie
 NUMERO PAGINE: 254
PREZZO DI COPERTINA: 16,00
CODICE ISBN: 9788889767078

COVER ORIGINALE


RECENSIONE

ATTENZIONE: Anticipazioni sulla trama 

Mi sono avvicinata a questo romanzo perché mi fu accennato durante un corso di Letteratura Romena di cui ho dovuto sostenere un esame all'università. Oltre al fatto che all'autrice, Herta Muller, è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura (2009), spulciando in rete ho trovato un blog in cui parlava di questo libro con queste testuali parole:
“La letteratura necessaria” l’evento del Festival della Letteratura di Mantova che presentava come ospite Herta Muller, la scrittrice romeno tedesca a cui è stato appena conferito l’alto onore del premio Nobel 2009 e di cui si era parlato poco fin’ora in Italia. Succede che la Letteratura necessaria – necessaria per chi la scrive e per chi la legge – non sia nota quanto la letteratura di mercato. Succede, perché riconosciamolo, c’è  una letteratura che potremmo chiamare da “fast- reading”, coniando il termine per analogia con fast- food, e ci sono poi i libri che hanno uno spessore diverso, che devono essere assaporati in maniera differente, che corrispondono ad una esigenza profonda. Di eticità, di libertà, di umanità essenziale. E i romanzi di Herta Muller appartengono a questo tipo di letteratura.”
E così mi sono decisa a leggerlo.
Innanzitutto bisogna specificare che questo romanzo non può solo essere letto! Va vissuto, studiato, riletto e sottolineato per capire il nucleo tematico che, in un testo apparentemente incomprensibile, una continua e gigante metafora,  trapela solo dopo una lettura/ studio attentissima!
Ma procediamo per gradi:
Il romanzo è ambientato nella Romania degli anni 80 e ci racconta dell'amicizia tra la protagonista, nonchè voce narrante, e tre suoi compagni di studi: Georg, Kurt e Edgar, sotto la cappa opprimente della dittatura di Ceausescu. I quattro si trovano riuniti, e consolidano la lora amicizia, in seguito al suicidio di una giovane studentessa, Lola, alla quale le primissime pagine sono dedicate.
La narrazione si svolge quasi in una condizione di a-temporalità, in un paese che sembra collocato al di fuori dello spazio e del tempo, come in una sorta di grande campo di concentramento dove, le pesanti pressioni psicologiche e l'assoluta poverà, hanno piegato un popolo intero.
Anche solo lggere libri stranieri, declamare semplici versi  o intrattenere rapporti epistolari, può essere interpretato come sovversivo dalla polizia locale, una sfida al potere costituito, il quale colpirà duramente l'innocente amicizia dei quattro ragazzi. Infatti, il dolore per la scomparsa di Lola e la consapevolezza di vivere in un paese colpito dalla dittatuta, farà nascere nell'animo dei giovani un comune, seppur sottilissino, spirito di ribellione e di evasione, un ideale di libertà che si nutre di letture di testi di respiro europeo, lontano da quelli imposti dal regime e, di conseguenza, proibiti.
Ma ben presto, i giovani dovranno fare i conti con l'onniscenza e l'onnipresenza del terrore: interrogatori sistematici, pedinamenti, minacce di morte, fino alla perdita del lavoro per licenziamento, una volta cresciuti. Il tutto viene espresso attravero un'impronta angosciante e asfissiante che domina su tutta la lettura. Non c'è via di fuga e l'unica speranza è rappresentata da "una cintura, una finestra, una noce e una fune", ogniuna allegoria di morte: una cintura per soffocarsi, una finestra per gettarsi di sotto, una noce tumorale per morire e una fune per impiccarsi. L'imminenza della morte è infatti il leitmotif della storia che si snoda tra passato e presente. Un passato, sulla via del ricordo, di bambina, con la madre, i nonni e un padre ex ufficiale nazista, che annulla i suoi sensi di colpa nella cura del giardino, in un paesino dall'atmosfera claustrofobica e opprimente tanto quanto la Romania di Ceausescu che invece è lo sfondo della narrazione pricipale. Più in generale la storia, attraverso la descrizione dello stile di vita dei quattro giovani, ci presenta l'immagine di un'intera generazione oppressa, "votata al naufragio", al fallimento, depredata della propria identità da un dittatore "che fa cimiteri" e che viene definito "un errore" e che costringe tutti ad essere "qualcuno" a sua volta inseguiti da "qualcuno", un impersonale che nel testo si ripete in maniera ossessiva.
I giovani dello studentato vivono in grandi camerate con la valigia sotto il letto. Sulla valigia, ogni mattina, mettono un capello e la sera non lo trovano perché evidentemente la valigia è stata ispezionata da "qualcuno", così come le lettere in cui viene inserito un capello che non viene trovato all'arrivo della missiva. Tutto è controllato, anche la mente e i sogni. La prima a soccombere è appunto Lola, che si suicida impiccandosi nell'armadio, con la cintura della protagonista.
La morte, dunque, si configura come unica via d'uscita, in alternativa alla follia o alla fuga, nei rarissimi casi in cui riesce.
Due giorni dopo la morte, Lola viene espulsa dal partito con voto unanime, e disprezzata dall'intero istituto. Anche da morti si continua ad essere perseguitati e tutti gli iscritti al partito devono alzare alta la mano per far capire che sono favorevoli all'espulsione della donna morta, altrimenti saranno vittime del terrore. L'unica condizione felice  è rappresentata dai folli: la nana, l'uomo col papillon, il saggio dalla lunga barba bianca ma, soprattutto dalla nonna che canta, la quale ha perso la memoria e in casa non riconosce più nessuno tranne le sue canzoncine. Passa le giornate assente e inconsapevole di vivere in un paese oppresso dove ogni sentimento di fratellanza e solidarietà è annullato, poché la dittatura spinge tutti contro tutti, e dove il più grande sogno dei bambini è diventare poliziotto o ufficiale, perché sono gli unici che possono vivere in pace, pur creando "cimiteri" e terrore.
La morte è sempre presente, quasi un personaggio a se stante, o simboleggiata dalle prugne verdi o simulata dietro incidenti mortali e suicidi. Lo stesso dittatore, il cui nome viene pronunciato solo una volta nel testo, viene definito più volte "mangiaprugne", così come gli agenti della securitate, rappresentati dalla figura del capitano Pjele e del suo cane, che sarà il perseguitatore dei quattro giovani  per tutto il corso della storia. La persecuzione culmina con il licenziamento e con l'espatrio forzato: il primo a fare domanda è Georg che si trasferisce in Germania. Ma anche lì giunge la mano del terrore: verrà infatti trovato morto lungo il selciato a Francoforte. Al quinto piano una finestra aperta. Kurt muore impiccato con una fune e Teresa, amica della protagonista, e personaggio che acquisterà consistenza nella seconda parte del romanzo, verrà uccisa dal cancro. Sopravvivono, anche loro espatriati in Germania, Edgar e la protagonista, nella quale riconosciamo la scrittrice Herta Müller.
Il pese delle prugne verdi è un pugno allo stomaco, un "canto" diperato attenuato dallo stile di scrittura, a mio avviso geniale. Si tratta di un ibrido tra poesia e prosa con un costante uso della metafora che cela le immagini più crude e attenua la durezza della realtà raccontata. Un linguaggio pieno di poesia! Una poesia, per altro annunciata già dai versi in apertura del poeta romeno Gellu Naum:
"Ogniuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola
così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore...."
che racchiudono il nucleo tematico del romanzo.
Il linguaggio poetico usato è infatti necessario perché compie un processo di eufemizzazzione laddove raccontare alcuni episodi e rappresentare certe immagini con un linguaggio "commerciale" avrebbe reso la lettura troppo cruda e tagliente.
Si, una lettura necessaria.
VOTO: 10 

L'AUTRICE:



Herta Muller, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2009 (“con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati”) è nata nel  1953 in un villaggio di lingua tedesca nel Banato rumeno. Dopo aver rifiutato di cooperare con la Securitate, la polizia segreta del regime di Ceausescu, perse il lavoro e le fu impedito di pubblicare. Nel 1987 riuscì ad emigrare in Germania dove vive tutt’ora con il marito.
Il paese delle prugne verdi  è considerato il suo romanzo più importante, grazie al quale si è aggiudicata l'Impact Dublin Literary Award al quale si sono aggiunti successivamente altri riconoscimenti tra cui il Premio Kleist, il Premio Joseph Breitach, il Premio Franz Kafka. il Premio Konrad, Adenauer. il Premio letterario europeo "Aristeion".

CURIOSITA': Il titolo tradotto in italiano allude ad una credenza popolare romena secondo la quale chi mangia troppe prugne verdi muore per febbre alta.
CITAZIONE: "Non riesco a immaginarmi alcuna tomba oggi. Solo una cintura, una finestra, una noce e una fune. Ogni morte per me è come un sacco"

domenica 12 febbraio 2012

Recensione: "La cucina degli ingredienti magici" di Jeal McHenry




TITOLO: La cucina degli ingredienti magici
AUTORE: Jael McHenry
TITOLO ORIGINALE: The Kitchen Daughter
LINGUA ORIGINALE: Americano
TRADUZIONE: Elisabetta De Medio
EDITORE: Corbaccio
COLLANA: Romance
NUMERO PAGINE: 279
PREZZO DI COPERTINA: 16,60
CODICE ISBN: 978-88-6380-070-8

COVER ORIGINALE




TRAMA

Dopo l'improvvisa scomparsa dei genitori, Ginny, una ventiseienne riservatissima e patologicamente timida, abituata a vivere in un suo mondo protetto fra le pareti domestiche, cerca consolazione nella cucina di casa e fra le ricette di famiglia. Da sempre cucinare è per lei una scappatoia quando non riesce a reggere l'angoscia, ma questa volta il profumo corposo e piccante della zuppa della nonna fa apparire in cucina un ospite inatteso: il fantasma della nonna stessa, morta vent'anni prima, che le sussurra una frase sibillina: "Non permetterglielo!" prima di scomparire. Un ammonimento che la mette in allarme... Che cosa non deve permettere? E a chi? Forse alla sorella Amanda che, abituata a organizzare tutto, ha deciso di vendere la casa in cui hanno vissuto i genitori e la sorella fino a quel momento? Ginny non avrebbe mai pensato di doversi trasferire, ma ormai rassegnata all'idea, incomincia a radunare le cose a cui tiene di più e in questa sua ricerca scopre dei segreti sepolti negli angoli più remoti: una lettera della madre nascosta nel camino della camera da letto, fotografie del padre con una donna di cui lei ignora l'identità. Via via più desiderosa di conoscere la verità, pensa di trovarla nelle parole dei suoi cari richiamandone i fantasmi attraverso le ricette da loro ereditate... 

GIUDIZIO PERSONALE

Veniamo subito al punto: E’ una storia completamente diversa rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare fuorviati dalla trama di presentazione, dal titolo, che poco ha a che fare con la storia e dalla splendida copertina e,  contrariamente al pensiero dei molti, che hanno amato questo libro, divorandolo in pochi giorni,  io ho fatto fatica a terminarlo in poco tempo e la lettura è stata in alcuni punti una tortura, lasciandomi addosso una terribile tristezza, e a  volte, un senso di angoscia opprimente. Penserete che stia esagerando, ma questa è stata la mia reazione a questa lettura.
La storia in sé, seppur tristissima, non è brutta. Tutt’altro, offre spunti interessanti e originali ma, ahimè, restano solo spunti e non vengono approfonditi fino in fondo!
La protagonista è Ginny, una 26enne dalla personalità estremamente fragile e introversa. La sua timidezza è, appunto, patologica spingendola al rifiuto verso qualsiasi forma di contatto, fisico e visivo, con il mondo esterno. Ginny vive come un’eterna bambina, in un’atmosfera ovattata sotto la protezione, eccessiva a volte, dei genitori, della madre in particolare. E’ facile dunque comprendere come il movente dello svolgimento della storia, ovvero la morte di entrambi i genitori, rappresenti per la ragazza una catastrofe fuori dal comune. Da questo momento in poi l’azione, o meglio la non-azione farà il suo corso. Una non azione perché tutto si svolge, in una sorte di monologo interiore, attraverso la testa di Ginny e ogni cosa verrà presentata al lettore secondo il suo personalissimo punto di vista e la proiezione dei suoi particolari stati d’animo, nonché delle sue paure. La ragazza si trova ora ad imbattersi in una realtà, ma soprattutto una quotidianità, ben diversa, trovandosi catapultata a vivere, o meglio, a sopravvivere (almeno nella prima parte della storia) in una casa ora troppo grande e troppo vuota, completamente da sola, contando esclusivamente sulle sue forze e sulle sue capacità di adattamento .  Il suo stato d’animo sarà in un primo momento, di totale apatia e gesti meccanici ma cambierà radicalmente in positivo di fronte alla proposta della sorella minore, ma già indipendente, sposata e madre di due bambine, Amanda che le proporrà di vendere la casa e andare a vivere con lei e la sua famiglia. Da questo momento Ginny cercherà di trovare in se stessa la forza per opporsi alla vendita e, conseguentemente alla scelta di voler continuare a vivere sola nella casa di famiglia,  per dimostrare al mondo, ma soprattutto alla sorella di essere in grado di badare a se stessa, nonostante la sua eccessiva timidezza e la sua diversità rispetto alle sue coetanee e ad Amanda stessa, diversità che Ginny ama spesso definire, nel corso della storia, “personalità”.
E nei momenti di debolezza e angoscia la ragazza si rifugia nell’universo che più le è familiare e in cui maggiormente sente di potersi liberamente lasciarsi andare: la sua cucina.  Il cibo, il suo profumo, restituisce a Ginny quella serenità strappatale via dall’improvvisa perdita. Ma Ginny il cibo non ama mangiarlo, ma prepararlo. E’ infatti una cuoca sopraffina e solo trafficando, tra fornelli e ricette di famiglia, sente il cuore in pace. Paradossalmente, sarà proprio nell’ambiente in cui maggiormente si sente a proprio agio che la ragazza verrà a contatto con strani fenomeni paranormali. Si troverà di fronte, infatti, a delle vere e proprie apparizioni dei fantasmi che hanno scritto, di loro pugno, quelle stesse ricette.  Tra questi, la nonna, la madre e il padre. Tutti cercano di comunicarle qualcosa  di importante, ma invano, poiché la loro presenza scompare quando la fragranza delle loro ricette, da Ginny preparate, comincia a svanire.
L’ostinazione nello scoprire alcuni segreti di famiglia e la ricerca delle parole non dette saranno i leitmotiv a partire da questo punto.  Ostinazione che sarà accompagnata da un lento ma inevitabile processo di maturazione in positivo. Ginny, sarà costretta ad aver a che fare con il mondo esterno, affrontando le sue paure  ma soprattutto raggiungendo quella serena consapevolezza dell’accettarsi per come si è quando non sempre, l’essere diversi sia sinonimo di anormalità.
Il concetto di normalità è infatti il nucleo tematico del romanzo che incita il lettore a riflettere su come molto spesso, ciò che è diverso rispetto alla massa, venga considerato anormale e valutato dunque secondo parametri di giudizio erronei.  Da qui l’introduzione nella storia di temi un po’ più profondi e delicati quali l’autismo e più in particolare la sindrome di Asperger che al primo è connessa. Purtroppo gli stessi temi che inducono ad una seria riflessione, a mio giudizio, sono trattati con un po’ di leggerezza., come ad averli voluti buttare lì tanto per giustificare alcuni punti dell’intreccio che restano irrisolti, senza approfondirli e il risultato è l’impressione di qualche cosa di mancante nel testo, nonostante costituiscano il fondamento di tutta la storia. A lettura finita, ho avuto l’impressione di non aver conosciuto tutta la storia fino in fondo.
Altra pecca: nonostante lo stile sia scorrevole e diretto, lo stesso non si può dire per la caratterizzazione dei personaggi, protagonista esclusa.  Di loro conosciamo solo la proiezione che ne ha Ginny ma nell’effettivo, restano estranei al lettore e nulla del loro profilo psicologico ci viene svelato.  La scelta di una focalizzazione interna, a mio avviso, mal riuscita (non tutti sono Verga) e il ritmo nel complesso piatto e lento, tranne l’amaro sussulto per il finale inaspettato,  lascia il lettore con l’insoddisfazione di una lettura a metà e tanta, tanta malinconia.
Nota positiva: Gli spunti culinari e le originali ricette scritte a mano, pronte per essere tastate!
VOTO: 6 ,5

NOTIZIE SULL'AUTRICE: 

Jeal McHenry ha studiato a Washington dove ha conseguito un master in scrittura creativa. Giornalista e cuoca appassionata, scrive su numerosa riviste fra cui la North American Review, l'Indiana Review w la Graduate Review dell'American University. Vive a New York e tiene un blog di cucina frequentatissimo:simmerblog.typepad.com
Visita il sito dell'autrice: www.jaelmchenry.com


CITAZIONE: “Devo smettere. Non vorrei, perché sono ancora convinta che i fantasmi siano il modo migliore per avere delle risposte, ma un altro fantasma come questo e mi viene un colpo.”



martedì 31 gennaio 2012

Comunicazione di servizio!

Da oggi cambio casa per cui sarò momentaneaente senza la linea Internet! Nel caso dovessi vincere qualche giveaways ( lo spero proprio :P) contattatemi via mail per favore! La mia casella di posta sarà l'unica cosa che controllerò con una certa regolarità!
Un bacio a tutti!


Claudia


lunedì 23 gennaio 2012

Il giardino delle erbe proibite




TITOLO: Il giardino delle erbe proibite
TITOLO ORIGINALE: The House of the Wind
AUTRICE: Titania Hardie
TRADUZIONE: Cristina Volpi / Grandi e Associati
CASA EDITRICE: Piemme
COLLANA: Narrativa
ISBN: 978-88-566-2378-9
NUMERO PAGINE: 518
PREZZO DI COPERTINA: 19,90 €

È una mattina d’inverno e la nebbia si dirada lenta nella baia di San Francisco. Madeline si sveglia carica di eccitazione per l’arrivo del fidanzato, dopo mesi di lontananza. Ma un terribile incidente infrange tutti i suoi sogni. Ora che nulla sembra avere più senso, è solo con sua nonna Isabella, in quella casa che odora di fiori e di fresco, che riesce a ritrovare un po’ di pace. Isabella sa che quando la vita ti strappa le ali, l’unico modo per ricominciare è cercare le tue radici, ed è in Toscana, in un antico borgo nei pressi di Volterra, che si trovano quelle di sua nipote.Quando raggiunge l’antica villa di famiglia, Madeline resta affascinata dall’aura di mistero che la avvolge. Qualcosa di magico e potente trapela da quel luogo, e le piante dell’incantevole giardino nascondono una storia che settecento anni prima ha portato con sé dolore e morte. La storia di una ragazzina, Mia, che, dal giorno in cui ha visto uccidere sua madre, ha rinunciato alla parola, ma ha trovato nella natura e nei suoi segreti un rifugio sicuro. La storia di una donna che per amore ha sfidato le convenzioni e, in una notte di tempesta, si è conquistata la libertà. Conoscitrice delle erbe e delle loro proprietà medicinali, detentrice di un sapere antico e pagano, il suo arrivo nella villa cambia per sempre il destino di Mia. Attraverso la vicenda di queste donne, la scoperta dei loro segreti e del legame che la unisce a loro, Madeline saprà restituire un senso alla propria vita e, forse, aprire il cuore a un nuovo amore.
 
GIUDIZIO PERSONALE:

Chiaramente sono di parte! Ho acquistato questo romanzo spinta dalla curiosità che mi ha fatto venire soprattutto il titolo - Il giardino delle erbe proibite - Trapelava un evidente "spirito" pagano e, leggendo la trama e le notizie sull'autrice, mi sono resa conto che il mio intuito, come sempre, non sbagliava. Lo spirito pagano pervade tutta la storia in maniera palese ed è questo che ho amato in primis di questo libro. Tuttavia ci tengo a dire che, sebbene il titolo fosse intrigante, e lasciasse intuire lo spirito che alberga tra le righe, ritengo non sia del tutto adatto a racchiudere, o anche solo anticipare, il tema del romanzo. Non è un caso che quello originale sia il più significativo The House of the Wind (La casa del vento), che meglio si ricollega ad alcuni temi e situazioni che il testo contiene. Anche perché occorre precisare che, nonostante nel titolo l'accostamento con la parola "erba" sia "proibite", suggerendo subito, ad oggi, l'idea del concetto di strega/stregoneria, negli anni in cui una parte degli eventi sono ambientati, ovvero il 1347 (dunque pieno Medioevo), non era la conoscenza approfondita delle erbe, e il loro utilizzo a fini curativi, che bastava per definire una donna strega o meglio, non era solo quello. Ci voleva ben altro, come la devozione ad un "diverso" culto rispetto a quello ufficialmente riconosciuto e canonicamente accettato. Anche perché l'utilizzo delle erbe in medicina, a quei tempi, era pressocché diffuso. Una partica comune anche tra gli stessi ministri della Chiesa Cattolica ( come il romanzo dimostra, a proposito della coltivazione di erbe medicinali presso i monaci dell'abbazia di San Galgano).
Detto questo, siamo tra il 2007 a San Francisco e il 1347 in Toscana, a Borgo Santo Pietro, nei pressi di Volterra. La protagonista, Madeline, avvocato 25enne, dopo la morte improvvisa de fidanzato, perde completamente la bussola della propria esistenza, sprofondando in un silenzioso e profondo dolore e in un labirinto di dubbi e incertezze sul proprio futuro e la propria vita in generale, labirinto dal quale stenta a trovare una via d'uscita. Così, su consiglio dell'amatissima nonna Isabella ( personaggio fondamentale ai fini dell'intreccio anche se presente nella narrazione solo in alcuni momenti), intraprende un viaggio alla ricerca di se stessa, e delle proprie radici, recandosi nella terra dei suoi avi: la campagna toscana, nell'antica villa di famiglia, ora grande albergo, gestito dalla giovane amica danese di Isabella, Janette. Immersa tra i profumi e i giardini del borgo, e tra i misteri di cui la bellissima e antica villa è velata, Madeline si sente subito a casa. Il suo sentirsi a casa non è dato dall'accoglienza di Janette e della sua straordinaria famiglia, che pure si rivela deliziosa, ma è più viscerale, viene da dentro. E' un ri-scoprirsi, un conoscere quella parte di sé, fino a quel momento nascosta, che ti completa e che solo la consapevolezza dell'appartenenza alla propria stirpe, qualunque essa sia, e il contatto con le proprie profonde e antiche radici, può dare. Il destino di Maddie viene così ad intrecciarsi con quello di altre giovani donne vissute in quella stessa villa settecento anni prima: la giovanissima Mia, rimasta muta dopo un trauma subito nell'infanzia: l'essere stata testimone dello stupro e dell'omicidio della madre; la cara zia Jaquetta, donna forte e indipendente, "single" per scelta ( e all'epoca non era cosa da poco), padrona e gestore della villa, luogo di riposo e sosta dei numerossissimi pellegrini della via Francigena. Infine Agnesca, la bellissima pellegrina della casa del vento ( la stessa di cui parla Leland in Aradia o il Vangelo delle Streghe), fuggita per amore dalla casa paterna, conquistandosi la libertà in una notte di forte tempesta di cui è miracolosamente unica superstite, e scampando ad una condanna certa per stregoneria. La giovane donna infatti, per la sua approfondita conoscenza delle erbe, la sua fama di guaritrice ma soprattutto la sua devozione a Diana, la dea venerata dai suoi avi, viene etichettata come strega.
Le donne del romanzo, indipendente dall'epoca in cui sono collocate e, sebbene apparentemente diverse tra loro, sono in realtà molto simili poiché accomunate tutte da un unico percorso di vita che, dal basso, le eleverà ad uno stato di ribalta e rivincita nei confronti della lora stessa esistenza che, in un primo momento, sembra destinata ad un finale negativo, o quasi; e da uno spirito di "sorellanza" inteso nel senso più spirituale del termine.
La stessa Maddie, il cui destino sembra votato verso un bivio di caduta irreversibile, grazie all'affetto rivoltole in Italia, ai nuovi "incontri", alla pace trasmessa da quei meravigliosi luoghi di serenità, a poco a poco, riesce a riconquistare la forza perduta e ricominciare una nuova vita.
Il romanzo, un romanzo di donne,come io voglio definirlo, è ben scritto. La descrizione degli ambienti, soprattutto quelli riguardanti il soggiorno in Toscana, è così ben strutturata da desiderare di immergersi, e  non solo attraverso la lettura, interamente in quei luoghi. Colori, sapori e profumi sono presenti pagina dopo pagina, anche nelle descrizioni un pò più puntigliose dell'ambiente, descrizioni che io ho molto apprezzato, sebbene in alcuni punti potrebbero annoiare il lettore. L'autrice ci offre un dettagliato affresco della vita di campagna nel Medioevo, della coltivazione delle erbe e del loro utilizzo per curare le malattie, ma anche dei cibi e delle tradizioni che caratterizzavano il posto. Brava anche nella descizione dei rivolgimenti politici e religiosi che fanno da sfondo ad una parte della storia, come in una sorta di romanzo storico, che culmina con la descrizione della grande Peste che imperversò in Europa in quegli anni.
Anche i personaggi sono ben caratterizzati, sia psicologicamente che fisicamente. Di ogniuno ci viene fornita l'intera storia, le sofferenze, i pensieri e il movente di ogni azione. In questo l'autrice non si è risparmiata da nessun punto di vista.
Per la precisa descrizione e la presenza costante nel romanzo, la Natura stessa, ora giardino, ora bosco, ora oceano, diventa, oltre che "luogo sacro, personaggio e il vento si configura come elemento tramite, anello di congiunzione tra le esistenze dei vari personaggi femminili.
Nel romanzo è inoltre presente uno spiccato, seppur non invadente,spirito femminista e quel tocco di "rosa" che, in ogni racconto che si rispetti, non guasta mai.
VOTO: 9

TEMPO DI LETTURA: 17 giorni
LA MIA COLONNA SONORA: "The old ways"- Lorena McKennitt
CITAZIONE: " Un genitore dovrebbe dare ai figli due cose:radici per crescere e ali per volare"


NOTIZIE SULL'AUTRICE
 
 
 
 Nata e cresciuta a Sydney, in Australia, si è laureata in Psicologia e poi in Letteratura inglese. Studiosa di esoterismo, autrice di svariati libri su folklore, magia e divinazione che hanno venduto più di due milioni di copie in tutto il mondo, è anche una delle più famose streghe bianche d'Inghilterra e, grazie alle sue capacità, è stata consultata da principi, primi ministri e celebrità, comparendo spesso su stampa e tv. Vive nel Somerset con il marito e le loro due figlie. 


mercoledì 18 gennaio 2012

W... W... W... Wednesdays (2)




Eccoci qui al nostro appuntamento con  w w w... Wednesday!
Una rubrica ideata da MizB di Should be reading.
Per chi non sa di cosa si tratta le regole da seguire sono molto semplici. Bisogna rispondere a queste tre domande:
  • What are you currently reading? Che cosa stai leggendo in questo momento?
  • What did you recently finish reading? Che cosa hai appena finito di leggere?
  • What do you think you’ll read next? Che cosa pensi di leggere dopo?
Che cosa stai leggendo in questo momento?
  Sto leggendo La cucina degli ingredienti magici di Jeal McHenry


Che cosa hai appena finito di leggere?
Ho appena terminato Il giardino delle erbe proibite di Titania Hardie 
che mi è piaciuto molto e di cui posterò la recensione.



Che cosa pensi di leggere dopo?
La scelta credo sarà tra:
La sonnambula di Essie Fox;
Avevano spento anche la luna di Ruta Sepetys;
La chiave di Sarah di Tatiana Rosnay.
Ma ho detto credo...
ovviamente tutto può cambiare!!
(?)

mercoledì 11 gennaio 2012

Per L.


Prima di conoscere l'amore io cantavo nelle mie liriche; quando l'ho conosciuto, le melodie si sono dissolte nell'aria e le parole si sono ammutolite.


Khalil Gibran

lunedì 9 gennaio 2012

Shopping libresco ed erboristico!

Ieri sono andata alla mia amatissima libreria Feltrinelli di Largo di Torre Argentina (Roma) per acquistare la mia nuova agendina e sono uscita con 78,50 euro di spese!!! O.o
Ecco i miei acquisti:

La chiave di Sarah di Tatiana de Rosnay
 
Romanzo sulla Shoah e di cui adesso è stato fatto l'adattamento cinematografico, con Kristin Scott Thomas, attualmente nelle sale italiane!
Unica pecca...il prezzo, dopo l'uscita del film è salito vertiginosamente da 9,00 euro a 18,50. 
Ma credo ne valga la pena!!
Poi:

Avevano spento anche la luna di  Ruta Sepetys


Altro libro sui deportati, ma stavolta da parte di Stalin.
Tra i blog che visito spesso, molti lo catalogano come miglior libro letto nell'anno;
 
La sonnambula di Essie Fox


Ambientato nella Londra vittoriana, che io adddddoroooo!!! 
10 e lode alla copertina rilegata di stoffa!! :)

e infine

La cucina degli ingredienti magici di Jael McHenry


Dove la magia dell'arte culinaria (una delle mie sfrenate passioni!)
è un valido aiuto per la riscoperta delle proprie radici!! 

Da non dimenticare il motivo per cui ero entrata in libreria:
la mia cara Agenda della Luna 2012 di Johanna Paungger e Thomas Poppe.


Che ti accompagna giorno per giorno seguendo i cicli lunari e aiutandoti ad armonizzarti con essi.

Non contenta, sono uscita dalla libreria e sono entrata in erboristeria :)
(Io quando posso preferisco comprare tutto a base di erbe ed ingredienti naturali piuttosto che avvelenarmi con sostanze chimiche!)
Qui ho acquistato:
lo struccante per occhi al Polline e Miele
(Prima volta che lo provo!)

alla modica cifra di 9 euro;

il mio burrocacao  ai 4 burri
 5 euro 
e infine 

 l'incenso naturale al sandalo (3 euro),
per la meditazione!!!




giovedì 5 gennaio 2012

Meme 2011

Eccomi mensionata da Fine e Sogno del blog Alla fine del sogno per compilare questo simpatico meme!!!
Si tratta di rispondere ad alcune domande e poi passare il testimone ad altri 5 lettori!

Allora:

1-Quanti libri hai letto nel 2011?
Veramente tanti, ma a dir la verità non conosco il numero preciso.
Ho creato un profilo anobii, che ti consente di tenere il conto dei libri che leggi, verso la fine dell'anno... per cui non saprei proprio dare una cifra.
Il prossimo anno sarò più precisa!! :P

2-Quanti erano fiction e quanti no?
La buona parte ma non tutti.

3-Quanti scrittori e quante scrittrici?
La maggiaronza è di scrittrici femminili (credo!)

4-Il miglior libro letto?
E' una domanda un pò difficile! Me ne sono piaciuti tantissimi e ogniuno, nel suo genere, mi ha regalato emozioni e lasciato un segno! Se devo scegliere tra tutti: " Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estès. E' un meraviglioso saggio di quasi 600 pagine che ancora non ho terminato. Manca poco!! :)

5-E il più brutto? 
" Il giudizio della donna" di Ada d'Ariès (altro saggio)

6-Il libro più vecchio che hai letto?
 "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni

7-E il libro più recente?
"La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" di Ransom Riggs

8-Qual è il libro con il titolo più lungo?
Credo sempre "La casa per bambini speciali di Miss Peregrine"

9-E quello più corto?
 Credo "Non lasciarmi" di Kazuo Ishiguro

10-Quanti libri hai riletto?
"I promessi sposi" l'avevo già letto alla scuola media, anche se in maniera molto blanda! Devo dire che il romanzo si apprezza ad un'età più matura ed è veramente un peccato che si faccia affrontare una lettura così impegnativa ad un'età in cui ancora non hai la capacità (né la voglia) per apprezzare un capolavoro di questo calibro!

11-E quali vorresti rileggere?
Per il momento non penso di rileggere qualche libro. Mi sembra sempre di togliere tempo a nuove letture. Ogni tanto però lo faccio con i drammi di Shakespeare!

12-I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
I drammi di Shakespeare

13-Quanti scritti da autori italiani?
Come ho scritto prima, non riuscendo a specificare una cifra ben precisa sul numero dei libri letti, lo stesso vale sul numero degli autori italiani o stranieri.

14-E quanti libri letti sono stati presi in biblioteca?
Amo le biblioteche...ci ho passato ore intere della mia esistenza...Ma non mi piace prendere in prestito libri (né prestarli), salvo casi eccezionali. Il libro deve essere solo ed esclusivamente mio, ma soprattutto devo avere la possibilità di viverlo appieno, anche sottolineando frasi o parti che reputo interessanti o importanti da ricordare!!

15-Dei libri letti quanti erano ebook?
Nessuno!!!! Mai e poi mai e-book..
Devo sentire la carta tra le mani e il profumo dei fogli!!

Ora, come da accordo devo passare il testimone ad altri 5 lettori/ lettrici.
Eccoli:

Antonia del blog Nel giardino dei ciliegi
(Se potete visitate questo blog! I suoi post toccano il cuore!)

Giò del blog Il cammino del bosco
(Nuova scoperta! Un modo per darle la benvenuta nel mio blog!)

(per invogliarla a scrivere più spesso!!)

Spes del blog  L'ultima Dea
(perché se non riprende a scrivere è un peccato mortale!!
Spes, potresti riprendere con questo meme!! ;) )

Arwen del blog Il rifugio degli elfi
(nuova amicizia!! :) )

A voi!!!

Mille baci

☆ღ )O(Claudia)O( ღ☆




venerdì 30 dicembre 2011

Propositi per il 2012 con tanti auguri!


 
Ogniuno alla fine dell'anno tira le somme di quello che è stato e di ciò che vorrebbe raggiungere nell'anno  avvenire... 
Il mio 2011 è stato un anno che mi ha drasticamente cambiato la vita!
Un'altra città, la consapevolezza che per "vivere" devi sudare, tanto stress, tante porte sbattute in faccia, nuovi amici, falsi amici e non più amici; risate...tante, tante risate ma, più ancora, tanti pianti e tanto scoraggiamento. Un nuovo amore, sperando che sia l'ultimo :)!! Un susseguirsi di alti e bassi che mi hanno portato a riflettere su cosa relmente potrei volere dalla mia vita... Un anno né bellissimo ( tranne per qualche eccezione) ma neanche brutto... un anno di transizione, per ciò che di più bello (almeno spero!) potrebbe venire in seguito!
E, come tutti, anch'io ho i miei piccoli/grandi buoni propositi! Eccoli:

1) La LAUREA
2) Imparare a saper dire di no e a mandare a fanculo quando c'è da farlo!
3) Essere costante con la palestra
4) Essere costante con la pratica di meditazione
5) Essere meno timida in alcuni contesti (veramente paralizzante!!! :( )
6) Non riprendere a fumare (ho smesso da giugno!)
7) Leggere almeno 50 libri (tra cui tanti classici che mi mancano!)

Inoltre, siccome in questi giorni dovrò lavorare, e non so se riuscirò a connettermi, colgo l'occasione per augurarvi un felice 2012... che sia ricco di ogni bene e che sia senza botti, che fanno tanto soffrire i nostri amici animali! 

E voi? Quali sono i vostri propositi per il nuovo anno?

lunedì 26 dicembre 2011

Anteprima "Il colore della memoria" di Care Santos


DAL 26 GENNAIO IN LIBRERIA


AUTORE: Care Santos
CASA EDITRICE: Salani Editore
GENERE: Narrativa straniera

DESCRIZIONE

Un grande romanzo con l'irresistibile fascino di Barcellona. Dopo Carlos Luis Zafón e Ildefonso Falcones, dalla Spagna un nuovo best seller dalle atmosfere mediterranee. Un'avvincente saga familiare, vita, amori, passioni artistiche, spiritismo, viaggi, la guerra civile, ricchezze perdute e fantasmi in un intreccio senza respiro. Una grande storia di famiglia sulla vita e il tempo che scorre. Barcellona, 1932. In una vigilia di Natale apparentemente simile alle altre, Maria del Roser Golorons vedova Lax esce con la fedele domestica Conchita per trascorrere tutta la giornata ai Grandi Magazzini El Siglo, inconsapevole degli eventi che stanno per travolgere la sua famiglia e la sua città. Pochi anni più tardi, alle soglie della guerra civile, il celebre pittore modernista Amadeo Lax dipinge il suo capolavoro in ricordo della moglie Teresa che lo ha abbandonato: un affresco superbo, fatto di luci intense e contrasti imprevisti, che nella sensualità del tratto nasconde un'oscurità indecifrabile. Quasi ottant'anni dopo, l'esperta d'arte Violeta Lax, nipote di Amadeo, riceve un misterioso invito da una sconosciuta signora italiana che afferma di avere importanti notizie da comunicarle. Incuriosita, Violeta decide di incontrarla, ma prima vuole fermarsi a Barcellona per visitare la casa di famiglia, ormai in stato di abbandono, e ammirare per l'ultima volta l'affresco realizzato da suo nonno prima che venga rimosso. Inizia così per Violeta un viaggio nel tempo sulle tracce della storia familiare, lungo i vicoli e le strade eleganti di una Barcellona scintillante e piena dell'energia irrefrenabile dell'inizio del Novecento; lungo le fortune e le disgrazie dei Lax, segnate dall'arte di Amadeo, genio crudele che interpreta nelle sue opere tutta l'inquietudine, la brama di certezze e la brutalità della nuova epoca. E un viaggio in un passato pieno di figure femminili tenere e straordinarie, visionarie e appassionate, custodi di una Storia fatta di gesti quotidiani e sublimi, di delitti e di passioni indimenticabili.

"Un romanzo capace di far cambiare la percezione delle cose e di noi stessi."
La Vanguardia

ANTEPRIMA I CAPITOLO:

Clicca su:

(Resa disponibile dal sito Il libraio.it)

A Tutti:
Buona lettura!

☆ღ )O(Claudia)O( ღ☆


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La ruota dell'anno

La ruota dell'anno
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"Se si pulissero le porte delle percezione, ogni cosa apparirebbe all’uomo qual è, infinita. Poiché l’uomo s’è da se stesso rinchiuso, fino a non vedere più le cose che attraverso alle strette fenditure della sua caverna"

William Blake

Qualunque si a la difficoltà che la tua giovinezza deve sopportare lascia che si espanda, questa benedetta ferita
che gli angeli neri ti hanno fatto in fondo all'anima;
niente ci rende più adulti di un grande dolore.
Ma per essere colpiti, io credo, o poeta
che la tua voce quaggiù debba restare muta.


I canti più belli sono quelli più disperati,
ne conosco di immortali
che sono veri singhiozzi di pianto.

La muse- A. De Musset

"...Non credere a quanto ti viene annunciato come verità dottrinale solo per la forza carismatica di chi lo fa; né devi credere per un fatto di religione, di cultura, di casta, o di razza; né per un'imposizione qualunque, sia pure manifestata in buona fede. Credi solo se quanto ti viene indicato trova corrispondenza nella tua anima e nel sano giudizio che alberga in te. Solo così sarai un uomo libero e capace di promulgare, a tua volta, la Verità agli altri."

Gotama Siddartha, il Buddha

Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l'anima,
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito,
ci avvicina al cielo;
ci fa sentire che il corpo
è nulla più che una prigione
e questo mondo è un luogo d'esilio.

Inno a Iside

Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.

III- IV secolo avanti Cristo,
rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto.

La più bella ninna nanna che io abbia mai ascoltato....

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