Cerca nel blog

domenica 13 giugno 2010

Il cuore sacro






Amore è una parola talmente abusata che è necessario utilizzarla con estrema cautela.
Di fronte ai sentimenti la maggior parte di noi si ritrova ancora impaurita. Tutti cercano l'amore, ma dobbiamo chiederci se davvero tutti lo vogliono. La Wicca ci insegna che le divinità hanno anche un aspetto oscuro, e le divinità che presiedono l'amore non fanno eccezione.
Il volto nascosto dell'amore spaventa profondamente alcuni di noi, abituati come siamo all'amore da televisione!!
L'amore fa parte della nostra natura ma è anche devastazione, profonda e inconoscibile.
Amare significa sempre e innanzitutto CONOSCERE: amore è quindi conoscenza dell'altro, dei molteplici universi che sono gli altri esseri umani, dell'alterità che abbiamo accanto. Non si tratta di una conoscenza logica, ma che elabora le intuizioni e le sensazioni profonde che ci suscitano il contatto con ciò che amiamo, una conoscenza che scuote tutto e che è in grado di rimettere tutto in discussione. Una conoscenza quindi che dall'altro torna a noi con l'impeto di un'onda travolgente che ci illumina e ci fa vedere come siamo. Non è casuale che la Dea dell'amore, tra i greci, si trasformi gradatamente nella Dea della bellezza e la bellezza, nel suo senso più profondo, è ciò che si lascia guardare. Non dipende dai canoni culturali, ma da un principio assoluto di apertura all'altro, di apertura alla luce dell'amore. Non possiamo amare, né essere amati se non sappiamo di essere "belli". Allo stesso modo, quando l'amore ci rifiuta, l'universo stesso ci appare brutto e privo di luce, noi diventiamo brutti perché non siamo più in grado di specchiarci in quello specchio interiore che ci offre la conoscenza di noi stessi. LA DEA DELL'AMORE NON TEME LO SPECCHIO, POICHE' L'AMORE NON PUO' PRESCINDERE DALLA CONOSCENZA CHE HA DI SE' E AMARE SIGNIFICA ANCHE AMARE L'ALTRO CONOSCENDOSI.
Come esseri umani siamo spesso troppo fragili per resistere davanti allo specchio e come Medusa, una volta che scorgiamo la nostra vera immagine, rimaniamo pietrificati; lo specchio si rompe, ci irrigidiamo, e questo ci impedisce di esprimerci e sovente è la causa del naufragio di un rapporto e del fallimento.
In questi abissi oscuri l'amore ci perde e di questo abbiamo profondo terrore, tanto che ci arrendiamo ad una misura minore dei sentimenti, a un non osare, a un non andare fino in fondo. Eppure AMARE SIGNIFICA ANCHE ACCETTARE IL RISCHIO DELLO SMARRIMENTO, accettare la nostra impotenza davanti ad un rifiuto per tornare all'intima consapevolezza che L'AMORE IN REALTA' NON CI ABBANDONA MAI, ma che i sentimenti vivono dentro di noi la vita della divinità a cui appartengono, immortali.
Non possiamo pensare ad un sentimento come l'amore semplicemente come a qualcosa di buono, perché L'AMORE E' AL DI LA' DEL BENE E DEL MALE: la bellezza che all'amore si accompagna ci espone prima di tutto ad un rischio, quello della perdita, quando il "bello" che è in noi e nell'altro si racchiude in se stesso e non si da più.
Quando l'amore si allontana da noi si spalanca l'abisso, e questo potere abissale è del tutto simile all'immensità dell'estasi che si prova quando stiamo con la persona che amiamo, quando soprattutto in certi momenti che sono sacri, attraverso il sesso, cerchiamo la fusione con l'altro e ci perdiamo. Ma ben prima di questo noi dobbiamo essere preparati a "perdere". L'AMORE RICHIEDE SEMPRE LA RESA. Non ci può essere che un unico preludio alla capacità di amare:la consapevolezza della possibilità di perdere ciò che amiamo; chi ama senza realizzare questo consapevolmente, senza arrendersi a questa evidenza, sfida gli stessi dei.
E' di fronte al tormento che l'amore può suscitare, alla disperazione che si schiude nel cuore e all'angoscia che sovrasta l'essere umano in questi momenti, che la visione del nulla si fa concreta. A ciascuno di noi accade, almeno una volta nella vita, di provare una sensazione del genere. E' di fronte a questo che noi ci accorgiamo del senso di ogni metafisica, poiché nella più profonda della angosce il mondo stesso viene perduto e noi ci affacciamo davanti all'abisso del niente che sentiamo come divorante. Tutto in noi vacilla e ci sembra che gli stessi dei ci abbiano abbandonato al nostro destino; la nostra solitudine si fa quasi tangibile per attimi che sembrano immensi e devastanti. Eppure dopo una delusione di questo genere la nostra coscienza si amplia, perché ogni abisso spezza i confini della nostra coscienza, e la nostra anima si dilata. E' in questa profondità abissale che scopriamo che il nostro cuore è in realtà il luogo più sacro. Il luogo dove l'etica e l'estetica si fondono. Partecipando gli dei della natura dell'essere e del non essere, in una congiunzione di opposti che è mistero della contraddizione, il divino avanza imperioso in questo cuore sacro e ci toglie la voce per farci ascoltare il suo linguaggio ineffabile. Essere disponibili a perdere tutto, cioè gli oggetti del nostro amore, è quindi una disponibilità iniziale dell'uomo originario, che riconosce davvero di non possedere nient'altro se non la sua libertà, che vale come a dire il suo destino.
Questa è anche la natura della forza interiore che in un certo momento sa di bastare a se stessa, sa di poter fronteggiare il nulla perché partecipa della sua natura indomita. Essere indipendenti e liberi è l'affermazione di questa forza interiore che è profondamente volonta di esistere. Ma per uno strano gioco del destino, la volontà di esistere ha la sua radice proprio nell'angoscia: davanti al nulla essa si libera e ci afferma.
Tutto questo accade quando ci lasciamo alle spalle la paura e diventiamo noi stessi il dono che la vita si concede.


Nota: Tratto da "Wicca - La nuova era della Vecchia Religione" di Cronos, edito da Aradia Edizioni





" Amore è desiderio divenuto saggezza; l'amore non vuole possedere nulla, vuole solo amare."
H. Hesse


15 commenti:

Cristiano Curti ha detto...

volevo farti i complimenti per il tuo bellissimo blog.
non ho ancora parlato di wicca e stregoneria nel mio ma è appena nato...

se ti va ,mi fa piacere se mi vieni a trovare...

http://psicosinthesis.blogspot.com

ciao da cris

RED PASSION ha detto...

ti ho lasciato un commento nel post precedente.
mi piace come parli dell'amore, condivido ogni singola riga.
buona giornata, a presto!

Malumore ha detto...

i sentimenti snaturano l'uomo. quello che siamo, è fango

Guernica ha detto...

Con Hesse ho dialogato nel mio ultimo post.

La vecchia religione è tutt'altro che vecchia...Credo sia in noi e che sia noi.Come dire...l'origine dell'essere umano.

Ciao Claudia!

Maga di Endor ha detto...

Claudia, sai già, come la penso sulla wicca, ho studiato tempi addietro il wiccanesimo anche praticato, é una religione che pochi conoscono profonditamente...travisano senza capire che é solo un modo di essere, una filosofia di vita. Gerald Gardner, il fondatore parla di culto della Dea Madre ed io la intendo come il culto della terra, della Natura, dell'amore verso qualsiasi creatura della terra...E come wicca seguo il ciclo della vita, delle stagioni, della Luna...
L'amore invece, certo, lo si può trovare, solo che spesso amore va di pari passo con la sofferenza, i dubbi, le paure...
Ti saluto sempre con molto affetto
Lilly

VoCeRaUcA ha detto...

Bellissimo blog veramente... Una curiosità, mi puoi dire come hai fatto gli elenchi scorrevoli amo e odio? O dirmi il codice.. Grazie e complimenti ancora...

Pupottina ha detto...

la citazione di hesse è la conclusione giusta di questo post

buon weekend
^_______________^

Demetra ha detto...

L'amore e la pura di perderlo vanno di pari passo .

Only Me ha detto...

è vero che si abusa della parola "amore", soprattutto non se ne comprende il significato fino in fondo: rispetto, collaborazione, coopartecipazione, co-sentimento, accettare, soprassedere talvolta, smarrirsi.

io conosco l'amore, lo voglio uttavia esplorare, superarne i confini ed i limiti. sono diventato molto molto esigente.

"una conoscenza dell'altro torna a noi con l'impeto di un'onda travolgente e che ci fa vedere come siamo"
ma anche cosa vogliamo. cosa abbiamo.

Accetto l'altro. e nella stessa misura devo essere accettato. con questi presupposti non posso temere alcuno specchio, non posso essere fragile con l'amore al mio fianco.
Infatti spero nello smarrimento, non lo temo.

Bellissimo post,
a presto!

Only Me ha detto...

mi sono permesso di citarti sul mio blog.
con umiltà.

a presto!

azzurro ha detto...

mi piace moltissimo il tuo blog

Alice*** ha detto...

Ciao Claudia ho assegnato al tuo blog un riconoscimento che si dà ai blog che si sono distinti per:"l'impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali".
passa da me a ritirare il premio^^
un forte abbraccio!!
Ali*

... daisy... ha detto...

Affascinante il blog e gli argomenti! Per non parlare delle poesie... wow! grazie per essere passata da me! Di sicuro diverrò tua assidua lettrice!

edorian ha detto...

Ciao,subito i complimenti per il tuo bellissimo blog, vorrei qualche informazione sull'immagine del post
(il cuore rosso),sembra un quadro...è tuo? se non è tuo chi è l'autore? mi piacerebbe molto poterlo utilizzare.
Grazie
Edorian

☆ღ )O(Claudia)O( ღ☆ ha detto...

EDORIAN,
l'immagine l'ho trovata in rete...anche a me piace molto! Purtoppo io ho disattivao il copia incolla, ma se vuoi puoi lasciarmi la tua mail, magari scrivendomi all'indirizzo riportato qui, sul blog, così ti invio il codice html dell'immagine!!
PS Grazie per i complimenti al mio blog!! Ricambierei volentieri la tua visita ma il tuo nome non è cliccabile!!

.

.

Archivio blog